lunedì 28 novembre 2011

Sono qui



Chiedo scusa per l'assenza di ben nove giorni ma ho avuto una serie di imprevisti e contrarietà che ancora perdurano... 
non ho potuto preparare nulla per oggi ma almeno passo per un saluto e per avvisarvi di non smettere di leggere il blog, perché a brevissimo tornerò con nuove idee e cose (piccole, vecchie o anche nuove, chissà).
Intanto vi lascio questa immagine fantastica, il bucato  della bambola
(a presto e GRAZIE per le vostre visite, sono sempre più numerose!)





sabato 19 novembre 2011

Pasta di sale



Oggi pomeriggio, per intrattenere i bambini, ho pensato di fare la pasta di sale.
E' semplice: una tazza di farina, una tazza di sale fino, acqua quanto basta per ottenere una specie di pasta morbida, e poi un cucchiaino d'olio e uno di colla vinilica (questi ultimi ingredienti non sono indispensabili).
Bisogna mescolare il tutto e poi stendere il malloppo come se fosse pasta per la pizza, con il mattarello. Noi abbiamo usato degli stampini per i biscotti e un coltello da bebé, per dare le forme desiderate.
Dopodiché si mette il tutto in forno a cuocere a circa 50/60 gradi, controllando ogni tanto fino a che gli oggetti sono diventati compatti e duri.
Una volta raffreddate, noi abbiamo dipinto le nostre creazioni con colori a tempera; l'idea era quella di preparare delle decorazioni per l'albero di Natale, ma vedendo i risultati (ehm... diciamo che il mio senso estetico non è stato completamente appagato) credo che le utilizzeremo in altre circostanze... magari associate al nastrino per confezionare i pacchi regalo...






















La coperta-giardino



Così l'ha chiamata mio figlio grande appena l'ha vista. Ebbene sì, dopo il tappeto-natura dell'artista Piero Gilardi



é arrivata la coperta- giardino di Begonia! Intanto vi dico che sia Begonio che uno dei miei bambini l'hanno già sperimentata e mi sembra che sia piaciuta! E' molto calda e avvolgente. 
Eccola







Ricordate? Era una vecchia coperta di mia nonna, lavorata all'uncinetto per recuperare tanti avanzi di lane diverse; aveva però molti buchi e io li ho rammendati cucendoci sopra dei fioroni fatti da me. So che non è un lavoro di fino né un'opera d'arte ma la trovo carina, e calda, e mi fa pensare a mia nonna.

giovedì 17 novembre 2011

Ghirlande di stelle



Ecco una creazione fresca fresca di stasera... una ghirlanda di stelle, ritagliate su carta riciclata e appese con la pinzatrice ad un filo di lana bianco... più facile di così!




martedì 15 novembre 2011

Idee da copiare, e cose piccole



La nostra amica Fuffolo mi ha inviato alcune foto: innanzitutto dei mini cappellini in argento... 
non li avevo mai visti in giro, sono proprio carini!




Inoltre, ha condiviso con noi due idee interessanti: 
uno spunto per un albero di Natale ecologico, originale  e a costo zero (oltretutto piace anche al gatto!)




ed una decorazione di vecchie grucce con una bella trina. Io in casa ho tante passamanerie, possono andar bene anche quelle o altro, come desiderate voi... liberate la fantasia!



Devo dire che le grucce di Fuffolo sono particolarmente belle ed eleganti, e anche l'idea dell'albero è molto buona. 
GRAZIE FUFFOLO!



venerdì 11 novembre 2011

Cuori grandi e cuore piccino



Ormai mi sono lanciata nel cucito e nella creazione di oggetti di stoffa, feltro, e nastri e bottoni... quanto mi piace! Peccato che non abbia abbastanza tempo, perché mi garberebbe proprio dedicarmici di più... invece le mie  cose piccole sono per ora relegate ai ritagli di tempo e sono fatte quasi di corsa, un po' raffazzonate, ancora un misto tra un craft fail  e qualcosa di bellino. Ma non importa, mi diverto moltissimo.
Oggi sono riuscita a mettere i nastrini ai miei cuoroni (manca solo l'essenza di lavanda e sono pronti per i cassetti/armadi) e ho confezionato anche un cuoricino piccolo, con una stoffa turchese acquistata anni orsono in India.






Or ora stavo pensando che questi cuoricini imbottiti, magari in colori più adatti come verde e rosso, potrebbero essere delle decorazioni per l'albero di Natale assai carine.





martedì 8 novembre 2011

Opere d'arte



Prendo spunto da un'interessante articolo che ho letto in settimana:
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=36253&IDCategoria=204
Per dirla in poche parole, nel museo di arte contemporanea di Dortmund, un'inserviente ha gettato via parte di un'opera (del gesso posto in una bacinella nera sotto una grata di legno) pensando si trattasse di sporcizia.
Ecco l'opera:



Detto tra noi (parlo da pura profana), bellissima non è, però da qui a buttarne via una parte ce ne passa... oltretutto si trattava di una composizione esposta in un museo... si sa che nei musei di arte contemporanea di cose strane ce ne sono tante, meglio non toccare! 
Tuttavia credo che ad ognuno di noi sarebbe passato per la testa lo stesso pensiero che ha mosso la signora, perché di oggetti bizzarri, improbabili, brutti e magari anche sporchi e puzzolenti  ce ne sono, in giro (non solo nei musei). 

Domandiamoci dunque cosa succede se si piazza un oggetto comune (normale, non particolarmente strano) in una galleria d’arte. Marcel Duchamp ha forse già dato la risposta con i suoi ready made tra cui svetta il famoso orinatoio intitolato Fountain. Gli oggetti comuni di Duchamp e la questione da lui sollevata del gesto dell’artista come selettore dell’oggetto d’arte sono stati il punto di partenza per le varie forme di arte concettuale (ma erano altri tempi). La Serpentine Gallery di Londra si è posta la nostra stessa domanda e come risposta ha organizzato l'anno scorso o quello prima una mostra completamente dedicata al design.

L’evento dal titolo Design Real era in realtà pervaso da una natura molto semplice. 43 oggetti sono stati posti su di un piedistallo, incorniciati, affissi direttamente sul muro o direttamente adagiati sul pavimento. Questo è tutto, non vi erano dettagliate didascalie, testi o spiegazioni, solo alcune stringate etichette vicino ad ogni oggetto che recitavano “Tenda” o “Caraffa”Alcuni degli oggetti in mostra erano costosi, altri molto economici, altri ancora creati da designers come Naoto Fukasawa o semplicemente da un designer anonimo come nel caso di un amo per la pesca. Alcuni oggetti messi in mostra sono essenziali come un filtro purificatore tascabile con cannuccia pensato per i paesi in via di sviluppo che permette di bere l’acqua direttamente da un fiume. Altri oggetti sono complicatissimi, come le scarpe disegnate da Zaha Hadid. Ma all’interno della mostra tutti gli oggetti sono uguali. La tendenza del capitalismo è quella di comprare oggetti e buttarli per poi comprarne di nuovi senza soffermarsi su di loro, senza far comprendere alla massa il significato delle loro forme o delle loro funzionalità. Design Real spinge quindi il fruitore a soffermarsi e porsi delle domande sulla luce posteriore di un’automobile, sul sedile di un aeroplano o su di una sedia dell’Ikea, insomma sulla natura tangibile del design quotidiano come vero oggetto d’arte involontaria.

Che ne pensate? Io non lo so, sempre da profana credo che l'arte sia un'altra cosa... cosa, non lo so con precisione, ma magari sbaglio, chissà.
L'arte è proprio un mistero; a volte si va in qualche museo e ci si dice l'un l'altro Ma questo cos'è? Hai capito qualcosa? Ma che vorrà dire? Cosa vorrà rappresentare?? Non vi è mai capitato, a voi profani come me? 
A me succedeva quando ero più giovane, ma ora ho adottato un altro punto di vista, DEL TUTTO SOGGETTIVO: io guardo, osservo e cerco di sentire... se qualcosa mi risuona dentro allora apprezzo, se invece no, passo oltre, e non mi domando più cosa vorrà dire o meno (perché  a volte l'opera non vuol dire niente, non è questo l'intento o magari non lo sa nemmeno l'autore cosa voleva dire, o nel frattempo ha cambiato idea, oppure vuol dire qualcosa di diverso per ognuno di noi... le ipotesi sono innumerevoli). L'importante per me è che la cosa sia interessante, che mi fermi, che mi muova,  che mi scaldi.. che a me dica qualcosa (anche se non è lo stesso qualcosa che immaginava l'artista).

Prendiamo uno degli artisti italiani più quotati al mondo (se non il più quotato) che proprio in questi giorni ha una personale a NYC, Maurizio Cattelan. A me non piace per niente.





Non mi piace davvero. Secondo me ci prende tutti in giro...
Mi viene in mente un vecchio film di Nichetti, che  doveva riprodurre, in una pièce di Strehler, le onde de La Tempesta di Shakespeare; ovviamente combina disastri e vola sul pubblico attaccato a una fune dopodiché crolla tutto, ma due signore eleganti ed azzimate in platea  si dicono Eeeeeeehhh,  Strehler è sempre Strehler!


Se permettete concluderei con un epitaffio, ebbene sì, le parole scritte da Pietro Bembo per la tomba di Raffaello (sita nel Pantheon a Roma); però non crediate che sia così colta, a dire il vero... ehm... le ho sentite per la prima volta stamattina al Ruggito del Coniglio... 
Sono bellissime, un omaggio alla creatività divina del grande artista di Urbino.

 ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI, RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI
Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d'essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire.





lunedì 7 novembre 2011

Profuma cassetti





Ieri sera ho preparato questi cuoricini (che avevo già) decorandoli con vecchi nastri e bottoni. Pensavo di metterci qualche goccia di essenza alla lavanda e usarli come profuma cassetti. Buona settimana a tutti, e speriamo che smetta presto di piovere.


venerdì 4 novembre 2011

Craft room



Anche io vorrei avere una craft room dove lavorare e riporre tutte le cose che potrebbero tornare utili nei miei progetti fai da te.
Guardate lo studio di questa signora
http://mamiejanes.blogspot.com/2011/07/welcome-to-my-studio.html
E' splendido, e soprattutto straborda di cose/cosine/cosette varie che eccitano la mia fantasia, perché... perché osservatemesse insieme, dipinte, tagliuzzate, incollate, cucite, segate, impastate, rivestite, profumate, bucherellate, sovrapposte, incastrate, impreziosite, invecchiate, lucidate, riparate, svuotate, riempite, arrotolate, incuneate, appiattite, stropicciate, ripiegate, centrifugate, assortite, mescolate, abbottonate, infeltrite, strappate, rimpicciolite, decorate, bruciacchiate, brillantinate (potrei andare avanti all'infinito) si trasformano... in qualsiasi altra cosa. 
Ah, l'alchimia della creazione! Quel che era diventa altro, è quasi magia, affascinante e travolgente.





giovedì 3 novembre 2011

Cosino di feltro



Guardate che cosino piccolo  di feltro sto preparando... sapete, mi piacerebbe tanto confezionare personalmente tutte le decorazioni natalizie, ma non ho abbastanza tempo. Da una parte, meglio così, perché conoscendomi poi mi stuferei... 
Intanto, vado avanti coi segnalibri in tema Natale, magari da regalare insieme ad un libro (sulle bancarelle dell'usato trovate libri meravigliosi a 2 euro!)